Oggi lasciamo per qualche istante il nostro regno e ci dedichiamo ad un’altra delle nostre passioni: raccontare il gusto autentico della tradizione. Tra i piatti toscani più tipici, come non parlare del Ciaffagnone? il simbolo di Manciano, che viene celebrato ogni anno verso l’inizio dell’estate in occasione della Festa delle cantine.

La semplicità di una volta

Questa specialità a base di uova, acqua, farina ed insaporita con il pecorino, nasce anticamente come una ricetta di rapida realizzazione per sostituire il pane. Una delle tante prelibatezze di questo angolo di Toscana, che gli affezionati del mondo Vecchia Maremma conoscono molto bene.

Un pizzico di storia

Dietro ogni sapore c’è un viaggio nel tempo. Quando nel 1533 Caterina de’ Medici sposò il Duca di Orléans, il secondo figlio del re di Francia, portò con sé, oltre ad alcuni prodotti tipici della sua terra come olio extra vergine e pecorino, anche uno stuolo di chef e pasticcieri. Tra loro c’era proprio un cuoco originario di Manciano. Per questo motivo si pensa che la ricetta del Ciaffagnone sia stata esportata d’oltralpe e poi rivisitata nella classica crêpe che tutti conosciamo. Ma il Ciaffagnone è un’altra cosa e noi toscani D.o.c ci teniamo a sottolinearlo.

Dettagli che fanno la differenza

Anche se di primo impatto può sembrare simile alla crespella francese, l’impasto toscano è molto più leggero in quanto, a differenza della prima, è privo di latte e burro ed è anche molto più sottile. Il Ciaffagnone perfetto? Deve essere così fino da sembrare quasi trasparente.