La cucina toscana, così come anche quella romana, è fatta di tante pietanze semplici, dagli ingredienti poveri ma che uniti insieme creano dei sapori unici, che ormai si tramandano da secoli. L’Acquacotta maremmana, nelle sue numerose interpretazioni, è forse il piatto tipico che meglio racconta questo viaggio nel tempo.

 

Dieci, cento zuppe!

Quando si parla della zuppa più primitiva della maremma è impossibile citare una singola ricetta. Nessun altra pietanza maremmana ha così tante variazione come l’Acquacotta. Questo perché nasce con l’imperversare della malaria, che per secoli ha afflitto le popolazioni locali, isolando paesini e cittadine. In quei periodi così difficili ognuno si adattava come poteva, con quel poco che c’era.

Non deve stupire quindi che esistono dieci, forse anche cento versioni di questo piatto tipico toscano, simili e diverse allo stesso tempo, ma tutte così squisite nella loro immensa semplicità.

 

Oggi è un’altra cosa

La minestra dei butteri, contadini e carbonari, fatta con spicchi d’aglio, un cipollotto, qualche pomodoro, un po’ di sale, pane a fette e acqua, oggi è qualcosa di diverso.

Anche se ha mantenuto molti dei suoi ingredienti originari la ricetta dell’Acquacotta è diventata decisamente più ricca, un piatto completo e gustoso, apprezzato anche in altre regioni d’Italia per la sua facilità di preparazione.

 

Ecco la nostra speciale versione:

  • 6 cucchiai di olio Extravergine
  • 3 grosse cipolle
  • 320 gr di pomodori maturi o pelati
  • 6 coste di sedano con le foglie
  • 4 uova
  • peperoncino
  • 120 gr di pecorino toscano
  • 10 foglie di basilico
  • pane toscano
  • sale q.b.

 

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