Si parla sempre di abbinamenti, perlage, struttura, ma raramente di come conservare il vino appena acquistato. In pochi infatti hanno la possibilità di disporre di una cantina o sono dei veri winelovers. Ecco degli utili suggerimenti direttamente dagli esperti del nostro agriturismo ad Orbetello, iniziando da elementi semplici come colore ed etichetta.

Bianco o Rosso?

Primo aspetto da tenere in considerazione è il colore. I bianchi, nella maggior parte dei casi, possono essere gustati subito dopo l’acquisto.  Dopo 6 mesi infatti possono perdere profumo e freschezza. Per molti rossi invece la situazione è diversa. Alcuni di questi vengono venduti ancora “giovani”, quindi prolungarne l’affinamento in bottiglia non può che impreziosire ogni sorso. Ma attenzione: la convinzione comune che “più il vino invecchia più è buono” non è la regola. Ogni nettare viene da uve e metodi di produzione diversi, questo vuol dire che ogni calice ha le sue peculiarità. Quando di tratta del nettare degli Dei nulla può essere dato per scontato.

Vedi sul retro della bottiglia

Ma non tutti hanno le conoscenze adeguate. Come fare allora a sapere se un vino può essere stappato subito oppure è meglio aspettare un po’ di tempo? Semplice, basta leggere l’etichetta. Alcuni produttori infatti sono soliti indicare la stima di vita del vino, altri invece aggiungono dei consigli espliciti sulla necessità di attendere qualche mese prima di aprirlo. Spesso purtroppo i viticoltori non sono così attenti alle esigenze dei consumatori, bisogna perciò tenere in considerazioni altri aspetti.

Un piccolo aiuto

Una regola “generale” da seguire, sopratutto per il rossi, è che i vini più costosi sono quelli più adatti all’affinamento in bottiglia dopo il loro acquisto. Per essere più specifici, quelli che presentano sedimenti o hanno un corpo “robusto”, andrebbero lasciati ad affinare per qualche anno prima di aprirli. Nel caso in cui si decida invece di bere una bottiglia appena acquistata, sarebbe meglio rimandarne l’apertura anche di dieci giorni in modo da consentire al vino di stabilizzarsi e di “riprendersi” dal trauma dello spostamento.

Ma quale è la temperatura giusta di conservazione? Il vino si può ossidare?

Lo scopriremo nel prossimo gustoso articolo al sapore di Maremma!